Le Associazioni dei Consumatori al nuovo Esecutivo
Le Associazioni dei Consumatori si rivolgono al nuovo Governo illustrando quelle che sono le priorità, secondo il loro punto di vista, da affrontare con maggiore urgenza. Adiconsum, nella persona del segretario nazionale Fabio Picciolini chiede di «abolire la commissione di massimo scoperto. Per il credito al consumo vanno introdotti il “prestito responsabile“, vietati rilasci di carte di credito non richieste, regolati per legge onorabilità, requisiti patrimoniali, contrattualistica dei mediatori creditizi e degli agenti». Mauro Novelli, segretario dell’Adusbef, spiega al nuovo Esecutivo riguardo al credito al consumo che «Occorre stabilire che l’attivazione del prestito non può scattare in caso di giustificata opposizione del cliente per mancata ricezione del prodotto, difformità con la presentazione o presenza di difetti nella merce». E ancora Giuseppe D’Orta dell’Aduc chiede «una migliore disciplina dei diritti del cliente bancario in caso di cessione di sportelli. Sui mutui, chi ha pagato oneri e spese non dovute va informato del diritto al risarcimento: crescono i ricorsi all’Ombudsman bancario per ottenere i rimborsi di spese notarili e bancarie. Le polizze accessorie sui mutui vanno rese sempre “portabili”, anche quando sono state pagate con premio unico anticipato. Nelle polizze va abolito il pre-conto con cui i caricamenti sono prelevati ad avvio del contratto, quasi sempre nel primo anno. La Covip l’ha vietato per le forme pensionistiche in vigore dal 2007: l’Isvap dovrebbe copiare l’idea».
Altroconsumo dal suo canto, chiede l’eliminazione delle barriere all’uscita per i correntisti e condizioni più eque nei servizi di pagamento. Sul fronte del credito al consumo, il recepimento rapido della normativa europea. Il Movimento Difesa del Cittadino chiede al nuovo Governo di «fare pulizia nella mediazione creditizia, spazzando via le mille e mille finanziarie fasulle e al limite dell’usura. Siamo molto preoccupati per l’”assalto” al mercato della cessione del quinto delle pensioni, con tassi molto superiori a quelli concordati dall’Inps in convenzione con le banche, che non devono essere non superiori all’8% di Taen». Infine il Codacons chiede di aumentare i poteri sanzionatori dell’Antitrust in caso di abusi, violazione o mancata applicazione delle leggi Bersani.

