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Prestiti Bce alle banche: ma che fine hanno fatto?

in Domande08 gennaio 2012

Prima di Natale la Bce ha iniettato alle banche sparse nei paesi europei, e a tassi di favore (1%), 500 miliardi di euro. Quattordici istituti italiani ne hanno beneficiato per un ammontare di 40,4 miliardi di euro, coperti da obbligazioni garantite dal Tesoro: 12 miliardi sono finiti nelle casse di Intesa Sanpaolo, 10 in quelle di Monte dei Paschi e 7,5 in quelle di Unicredit. A distanza di meno di un mese si inizia a ragionare su dove siano finiti e che fine abbiano fatto questi soldi. Segnali preoccupanti si registrano un po’ dovunque, sia in ambito associazionistico che politico.
Confindustria di Vicenza, ad esempio, si è detta pronta a controllare ferocemente nei prossimi giorni come le banche utilizzeranno i soldi della Bce, in quanto, come ha spiegato il suo vicepresidente, Luciano Vescovi, si ha la sensazione che molti istituti di credito acquistino titoli di Stato con i soldi della Bce per sistemare i propri bilanci, invece che prestarli alle imprese e alle famiglie.
E anche per le aziende l’effetto spread si sta facendo sentire. Le aziende sono abituate a lavorare con il sistema dell’anticipo fatture con uno spread attorno al 2%, mentre ora si trovano, negli ultimi mesi, a lavorare con un differenziale del 7%.
Quanto affermato da Vescovi è in linea con quanto già affermato dal senatore della Lega Nord Segio Divina e con quanto emerge dal rapporto sull’accesso al credito delle piccole e medie imprese diffuso dall’Istat. La fotografia è quella di un aumento delle richieste a fronte di una diminuzione della quantità concessa e prestata. Anche Maurizio Lupi, vice presidente della Camera dei deputati, chiede a Banca d’Italia e al Ministero del Tesoro di intervenire urgentemente sulle banche per verificare che fine abbiano fatto i sodi prestati dall Bce, in quanto ad oggi, ha affermato Lupi, non sono aumentati i finanziamenti a imprese e famiglie e comunque restano ad un costo altissimo ed inaccettabile. Il rischio, in questi casi, è quello di cadere vittima dell’usura, cosa che già coinvolge molte famiglie italiane.

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