Nel 2011 si e’ verificata una contrazione del numero delle domande di prestiti (nell’aggregato di prestiti personali e finalizzati) complessivamente pari a -4,7% rispetto all’anno precedente. Questo è quanto emerge dal Barometro del Crif.
Pesano su tale dato l’incertezza sull’evoluzione del quadro congiunturale e la conseguente instabilità dei redditi e delle entrate future delle famiglie. In particolare, spiega il Crif, nel secondo semestre dell’anno appena trascorso la crisi dei debiti sovrani, il declassamento del rating dell’Italia e la contrazione del Pil hanno generato una situazione critica da un punto di vista sia della domanda che dell’offerta del credito.
Inoltre la scarsa liquidità presente nei mercati interbancari, nonché il consistente aumento del costo della raccolta legato al rischio Paese e dei tassi di interesse ha influenzato la dinamica dei prestiti concessi da banche e società finanziarie.
Il dato, tuttavia, fotografa una situazione ormai datata, perché gli ultimi dati del Crif relativi ai primi mesi del 2012 hanno tutt’altra consistenza. Si parla, infatti, di un calo a doppia cifra, con il -17% registrato a febbraio rispetto allo stesso periodo del 2011. Il dato più negativo degli ultimi anni. La diminuzione ha riguardato sia i prestiti finalizzati che quelli personali.
Per quanto riguarda i prestiti finalizzati, la durata di prestito maggiormente richiesta è quella oltre i 5 anni, che copre una quota superiore al 23% del totale, seguita dalla fascia di durata tra i 2 e i 3 anni (con una quota pari al 18%). Per quanto riguarda l’importo richiesto, va osservato che sotto i 5.000 euro si concentra oltre il 67% della domanda complessiva.
Per quanto riguarda i prestiti personali le fasce di importo tra i 5.000 e i 20.000 euro continuano a essere quelle in cui si concentra la maggior parte della domanda arrivando a una quota superiore al 59% della domanda totale. L’importo medio risulta stabile e si attesta attorno a 12.519 euro contro i 12.633 euro dell’anno prima.

