La Giunta Regionale del Veneto ha approvato un fondo con a disposizione 6 milioni di euro per tentare di bloccare l’emorragia di suicidi che ha colpito decine e decine di imprenditori. I principali benificari dell’iniziativa saranno tutti quegli imprenditori che si vedono rifiutare un prestito dalle banche per mancanza di solvibilità o per non essere in grado di offrire nessuna garanzia reale. Il fondo permetterà di ottenere le coperture necessarie per poterne beneficiare.
Il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bertolussi, ha invitato il premier Monti a far lo stesso a livello nazionale. Sul modello approvato oggi dalla Regione Veneto- ha affermato- si istituisca anche a livello nazionale un fondo di solidarietà. Questa misura – prosegue Bertolussi- gestita dal Ministero dell’Interno non comporterebbe un gran dispendio di risorse pubbliche. A livello nazionale un centinaio di milioni di euro potrebbero essere più che sufficienti per dare una seria risposta a chi oggi ha bisogno di un po’ di ossigeneo per mantenere in piedi la propria attività.
Inoltre, con l’avvicinarsi delle scadenze fiscali che quest’anno saranno particolarmente pesanti, è probabile che nei prossimi mesi molti piccoli imprenditori si troveranno ancor più a corto di liquidità. A compiere il gesto estremo, infatti, non sono solo imprenditori che si vedono rifiutare grossi prestiti dalle banche, ma anche chi si vede negare prestiti anche soltanto per poche migliaia di euro.
A causa della crisi economica dall’inizio del 2012 in Italia ci sono stati 23 suicidi di imprenditori, 9 di questi sono stati in Veneto. Il meccanismo si sta spezzando – dice Giuseppe Bortolussi- questi suicidi sono un vero grido di allarme lanciato da chi non ce la fa più. Le tasse, la burocrazia, la stretta creditizia e i ritardi nei pagamenti hanno creato un clima ostile che penalizza chi fa impresa. E intanto i familiari delle vittime della crisi sono usciti allo scoperto fondando un’associazione di aiuto per chi non ce la fa più dal nome SperanzaalLavoro.


