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Prestiti per trattamenti estetici: belli a tutti i costi

in Prestiti personali24 gennaio 2012

Crisi o non crisi, gli italiani continuano a chiedere prestiti e per svariate finalità. Anzi, proprio i prestiti hanno presentato nel 2011 un andamento positivo nella galassia del credito al consumo, con una performance nei primi nove mesi dell’anno scorso del +5,8%.
Non desta, dunque, alcuna sorpresa la notizia di una recente indagine, secondo la quale sarebbero almeno mille gli italiani che chiedono mensilmente finanziamenti per trattamenti di bellezza. Che si tratti di piccoli interventi di chirurgia estetica o di semplici trattamenti di depilazione definitiva, la cura del corpo continua ad essere avvertita come un’esigenza insopprimibile da parte di molti italiani anche in tempi di crisi come questi.
Ma chi sono i più vanitosi? Da studi di settore le richieste maggiori di finanziamento proverrebbero non da donne, ma da uomini, maggioritari per il 56% delle domande, con un’età media sui 40 anni e prevalentemente con un contratto da dipendente privato. La somma mediamente richiesta si aggirerebbe attorno ai 10.000 euro, con un piano di rimborso di 5 anni e avvalorebbe l’ipotesi che più che semplici trattamenti estetici si tratterebbe, invece, di veri e propri interventi di chirurgia estetica. Uno dei motivi che potrebbe spiegare questa strana composizione del campione analizzato, in prevalenza maschile, è certamente riconducibile al fatto che gli uomini sono più abituati a richiedere prestiti rispetto alle donne e, molto probabilmente, anche nel chiederli a favore di quest’ultime.
Il dato, tuttavia, va preso con le pinze, perché andrebbe incrociato con quello relativo all’andamento del settore. Le richieste di trattamenti di bellezza , infatti, non sono omogenee in tutta Italia, registando oramai anche in zone del nord, come nel Bergamasco, dati in flessione. A dicembre dell’anno scorso (dati Istat), ad esempio, nel comune di Bergamo in relazione ai trattamenti di bellezza si è registrato un calo del -4,6%. Inoltre andrebbe valutato quanti preferiscono oramai pagare non più a saldo ma a credito.

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