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Prestiti, l’indebitamento resta contenuto per Bankitalia

in Prestiti29 aprile 2012

Le famiglie italiane sono sempre piu’ povere ma l’indebitamento a fronte dei prestiti e finanziamenti precedentemente contratti resta contenuto. E’ questa la fotografia scattata dal Terzo Rapporto sulla stabilita’ finanziaria della Banca d’Italia.

Secondo palazzo Koch la quota dei nuclei con debiti tra il 2008-2010 è scesa ulteriormente (dal 26,5% al 24,1%). Si è inoltre ridotta la percentuale delle famiglie a basso reddito che hanno un mutuo. Per via di queste ragioni le condizioni finanziarie del settore privato rimangono nel complesso equilibrate, anche se risentono della recessione in atto e delle tensioni nell’offerta di prestiti. La percentuale delle famiglie che, infatti, non ha ottenuto il credito richiesto è salita dal 23% al 28%.

Per i prossimi mesi l’autorità centrale individua nella debole dinamica dei redditi (legata al quadro congiunturale) i rischi maggiori per le famiglie che potrebbero acuire le difficoltà di rimborso dei prestiti. Ad arginare le difficoltà contribuiscono le misure introdotte negli ultimi due anni dal Governo in favore di famiglie e imprese indebitate e gli accordi tra le associazioni di categorie di banche, imprese e consumatori, afferma la Banca d’Italia. Una quota elevata di imprese che hanno beneficiato della moratoria sui mutui è successivamente tornata ad effettuare rimborsi con regolarita.

Quanto alle tensioni sul fronte del credito, secondo il Rapporto, si starebbero attenuando. I tassi di interesse sulle erogazioni alle imprese sono tornati a scendere, afferma Bankitalia e l’indagine trimestrale sul credito bancario in Italia (bank Lending Survey) segnala per i primi mesi del 2012 un miglioramento dei criteri di concessione dei prestiti.

Questa evoluzione riflette il calo del rischio sovrano nel primo trimestre 2012 e soprattutto l’intervento dell’Eurosistema, che ha fortemente ridotto i rischi di finanziamento delle banche nel medio termine. Gli intermediari italiani dispongono ora di risorse liquide per fronteggiare passività in scadenza e per finanziare l’economia; la dotazione collaterale è anch’essa assai ampia.

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